Il Pescatore del Po: ritrovata una scultura perduta del Circolo “V. Bacigalupo” di M.Despò.
Un pezzo di storia torinese riemerge dal passato, portando con sé il profumo delle rive del Po degli anni ’70.
A volte gli oggetti parlano più dei libri di storia. È il caso di una recente e affascinante scoperta: una scultura in terracotta datata 1973, che ritrae un pescatore nel pieno del suo sforzo fisico. Non si tratta solo di un’opera d’arte figurativa, ma di un vero e proprio reperto della memoria sociale di Torino.
L’opera: tra realismo e fatica
La statua, caratterizzata da una patina scura che imita il bronzo ossidato, cattura un istante preciso della vita fluviale. Il pescatore, con il tipico berretto e gli abiti da lavoro pesanti, è piegato in avanti, un gesto che evoca immediatamente il duro lavoro del tirare le reti o il manovrare una barca controcorrente.
Nonostante una significativa mancanza — il braccio sinistro è purtroppo andato perduto nel tempo — l’opera conserva una forza espressiva notevole. La firma incisa sulla base, “M. Desp… 1973”, rimanda a una mano artigiana esperta, probabilmente un autore locale attivo nel vivace panorama artistico torinese di cinquant’anni fa.
Il legame con il Circolo “Vittorio Bacigalupo”
Ciò che rende questo ritrovamento unico è l’iscrizione sulla base:
“CIRCOLO PESCATORI TORINESI V. BACIGALUPO”
Il nome Vittorio Bacigalupo è sacro per Torino. Portiere leggendario del Grande Torino, scomparso tragicamente a Superga nel 1949, a lui fu dedicato lo storico circolo di pescatori situato in Corso Casale.
Negli anni ’70, questi circoli erano il cuore pulsante della vita sociale lungo il Po: non solo luoghi di pesca, ma centri di aggregazione, sport e cultura. È molto probabile che questa scultura fosse stata commissionata come premio per una competizione importante o come dono onorario per un socio di spicco del circolo nel 1973.






Restauro: restituire la dignità al “Pescatore”
Il dilemma che accompagna ogni ritrovamento del genere è: restaurare o conservare così com’è?
Trattandosi di terracotta, il recupero è possibile. Un restauratore esperto potrebbe ricostruire l’arto mancante tramite l’inserimento di un perno in acciaio e una modellazione in resina o stucco, seguita da un’integrazione pittorica per uniformare la patina.
Ha senso o no farlo?
Conclusione
Questo pescatore “mutilato” è un sopravvissuto. Ci ricorda un’epoca in cui il fiume era il centro della vita cittadina e i circoli sportivi erano custodi di tradizioni e valori.
E voi, avete mai trovato oggetti legati alla vecchia Torino nei vostri solai? Scriveteci su : info@baravatan.it







