La Melodia Spezzata
Casale Monferrato (Alessandria)
A Casale Monferrato il mercato ha una dignità diversa. Si muove sotto i portici antichi, gli oggetti sono esposti con più cura, quasi con riverenza. Pioveva, una pioggia sottile che lavava i ciottoli e rendeva l’aria più densa. Tra i suoni attutiti dalla pioggia, ho sentito una nota fantasma. Una singola, malinconica nota di uno strumento a corda, che nessuno tranne me poteva udire. Mi ha condotto a un banco che esponeva strumenti musicali, tutti silenziosi e impolverati. Lì, appoggiato a un violino senza corde, c’era un mandolino napoletano. Il legno era intarsiato con madreperla, un lavoro superbo, ma era ferito. Una corda mancava, e il suo silenzio era più assordante di qualsiasi rumore.
Il venditore mi ha detto che era solo un oggetto d’arredo, “bello ma inutile”. Ma io sentivo la memoria delle dita che avevano corso sulla sua tastiera, sentivo le serenate suonate sotto chissà quale balcone. Non gli mancava una corda. Gli mancava la sua voce, la sua ragione d’essere. Ho continuato la mia ricerca, non per una corda di metallo, ma per la sua anima di carta. L’ho trovata in una cassetta di legno piena di spartiti ingialliti. Era un singolo foglio, quasi trasparente per l’usura. Il titolo diceva: “Serenata per G.”. Ho iniziato a canticchiarla a mente. Era lei. La melodia spezzata. Ho comprato lo spartito per pochi spiccioli e, senza farmi vedere, l’ho infilato delicatamente dentro la cassa armonica del mandolino, attraverso la sua bocca ovale. Non suonerà più, forse.
Ma ora, almeno, ricorda perché cantava.







