Il Lamento d’Inchiostro – L.L
Gran Balon (Torino)
Il Gran Balon è un fiume in piena. Un torrente di voci, odori di fritto e polvere che scorre tra gli argini di Borgo Dora. La gente si urta, contratta, ride. Cerca l’affare, l’oggetto di design, il pezzo mancante della propria collezione. Io cerco altro. Cerco il silenzio innaturale. Oggi, mi ha chiamato da un banco sovraccarico, sepolto sotto una montagna di cianfrusaglie. Era una scatola di vecchie penne stilografiche, consumate dall’uso. Le ho prese in mano una a una. Ognuna aveva il suo calore, la memoria di lettere d’amore, contratti, compiti di scuola. Tutte, tranne una. Una splendida Aurora nera, fredda, muta. Portava incise due iniziali, L.L., ma la sua anima era vuota. Non aveva più storie da raccontare, il suo lamento era l’assenza di inchiostro.
Non ho cercato un calamaio. Ho continuato a camminare, lasciando che fosse la penna a guidarmi. I miei occhi non guardavano, sentivano. E a pochi metri di distanza, su un altro banco, ho trovato la sua cura: una pila di diari rilegati in pelle. Ne ho aperto uno a caso. La grafia era elegante, fitta. L’ultima pagina era quasi completa, ma l’ultima frase era interrotta a metà. In fondo alla pagina, la firma: Libero Lusso.. Ho comprato il diario e sono tornato a prendere la penna. Ora riposano insieme nella mia sacca. Non scriverò mai in quel diario, non riempirò mai quella penna. Ma il suo lamento si è placato.
La storia, finalmente, ha trovato il suo punto.







